Laici di S. Paolo

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LAICI DI SAN PAOLO

Laici di S. Paolo – Firenze. 13.6.2017. LA CROCIFISSIONE.

1.“Ed uscì verso il luogo detto “del Cranio”, che in ebraico si chiama “Golgotha”, dove lo crocifissero”(Gv 19,17-19).

Gli accusatori di Gesù avevano gridato: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”(Lc 23,21; Mc 15,13.14; Mt 27,22); e “il rappresentante di Roma – Pilato – aveva inflitto una pena romana: … Roma ebbe sempre della crocifissione un vero spavento: Cicerone, quando accenna ad essa … la chiama “supplizio il più crudele e il più tetro …; estremo e sommo supplizio della schiavitù”. Era infatti la pena riservata ordinariamente agli schiavi, e solo per delitti assai gravi… – La forma della croce impiegata per la crocifissione di Gesù era la croce “immissa” o “capitata”, riferendosi al braccio più corto, quello superiore, che faceva da “capo”… In essa  si distinguevano due parti: il palo verticale … da piantarsi in terra; e il palo orizzontale, che soltanto in un secondo tempo si univa al palo verticale… – Verso la metà del palo verticale sporgeva un tozzo e robusto zoccolo … su cui veniva a poggiarsi a cavalcioni il corpo del crocifisso … Questo sostegno era assolutamente necessario: sarebbe stato infatti impossibile che il corpo del condannato si reggesse sulla croce con i quattro chiodi soltanto, perché le mani trafitte si sarebbero strappate ben presto per il peso sproporzionato  … – Il palo verticale ordinariamente non era alto: infatti i piedi del condannato restavano sollevati dal terreno di solito  per l’altezza di un uomo o anche meno, e perciò l’intero palo non poteva essere più alto di 4 o 5 metri. Quanto al luogo, se ne sceglieva uno assai in vista  e frequentato, perché si contava sull’effetto esemplare che lo spettacolo doveva produrre su schiavi e altri abietti individui punibili di croce; si preferivano perciò luoghi di gran transito, subito fuori di città ma vicino a qualche porta delle mura, e possibilmente in mezzo a tombe …- Giunto sul luogo del supplizio, vicino al palo già piantato in terra, il condannato veniva spogliato delle sue vesti … La nudità totale del crocifiggendo era d’uso comune presso i Romani: può darsi tuttavia che … il condannato venisse ricoperto alla meglio per pudore col primo straccio che capitava lì per lì sotto mano … – Così spogliato, il condannato veniva disteso a terra supinamente, il modo che sotto di sé lungo le spalle e le braccia aperte avesse il palo orizzontale della croce da lui portato: in tale posizione le mani venivano inchiodate al palo. Compiuto questo primo inchiodamento, il condannato … veniva  elevato sul palo verticale in modo da essere collocato a cavalcioni sul sedile. … Infine s’ inchiodavano i piedi. Naturalmente per questa inchiodatura s’impiegavano due chiodi, non uno solo … giacché i piedi per la posizione a cavalcioni presa dal condannato finivano per stare quasi a due lati del palo verticale e non avrebbero potuto sovrapporsi l’uno sull’altro; quest’ultima inchiodatura si faceva facilmente dai carnefici ritti in terra, perché … i piedi del crocifisso erano all’altezza di una persona. Ridotto in tale stato, il crocifisso aspettava la morte” (Giuseppe Ricciotti – VITA DI GESU’ CRISTO, paragrafi 597-601). Così fu crocifisso Gesù.  “Ed insieme con Lui, crocifiggono due briganti, uno alla  destra e l’altro alla sua sinistra. (Così fu adempiuta la Scrittura che dice: «E’ stato annoverato fra i malfattori») (Mc 15,27-28). Il Figlio di Dio – il “SANTO” (Lc 1,35) – “annoverato fra i malfattori”! Pensiamoci …

2.Ma, qual è stata la prima parola che Gesù ha detto sulla croce? È stata:“Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno” (Lc 23,36).

Signore Gesù, i tuoi nemici ti hanno “schernito, flagellato e crocifisso” (Cf Mc 10,34) , e Tuapri la bocca per pregare il Padre tuo di perdonarli, scusandoli “perché non sanno quello che fanno” !…I chiodi, che lacerano i nervi delle tue mani e dei tuoi piedi, ti procurano dolori lancinanti; le piaghe della flagellazione,ancora aperte, straziano il tuo corpo;rivoli di sangue scendono ancora dal tuo capo crivellato da pungentissime spine …Come predisse il Profeta: “I tuoi fianchi sono torturati, in te non c’è nulla di sano, sei afflitto e sfinito all’estremo, palpita il tuo cuore, la forza ti abbandona. Amici e compagni si scostano dalle tue piaghe, i tuoi vicini stanno a distanza.(Cf. Salmo 37) …Sei verme, non uomo, infamia degli uomini, rifiuto del tuo popolo. Ti scherniscono quelli che ti vedono, storcono le labbra, scuotono il capo: ”Si è affidato al Signore, lui lo scampi; lo liberi se è suo amico”. … Sei versato come acqua, sono slogate tutte le tue ossa. … Un branco di caniti circonda, ti assedia una banda di malvagi, hanno forato le tue mani e i tuoi piedi, puoi contare tutte le tue ossa. … Si dividono le tue vesti, sul tuo vestito gettano la sorte (cf. Salmo 21). … E Tu, Signore, preghi per questi uomini che ti fanno tanto soffrire:“Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”! … Ma,ora,questa è la tua preghiera, o Signore … – Prima,  davanti al Sinedrio, davanti a Pilato e a Erode, Tu non hai fatto udire la tua voce, se non quando hai dovuto dare testimonianza della tua Divinità e della tua Regalità. Ma ora, innalzato sulla croce;annegato in un oceano di dolore, sentiamo la tua voce: essa ci recail gemito del tuoCuore divino, con cui esprimi la tua Misericordia infinitaper gli uomini che ti hanno crocifisso e per gli uomini peccatori di tutti i tempi: anche “per me”, Signore … “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”.Quante volte, anche noi ti abbiamo crocifisso “senza sapere quello che facevamo”, ma anche “sapendo” quello che facevamo … Quante volte hai pregato il Padre di perdonarci, mostrandoGli le tue piaghe …  Come potremo ringraziarti, Signore? “Misericordias Domini in aeternum cantabo” – “”Loderò in eterno la misericordia del Signore”(Salmo 88,2). E se nel tuo Cuore vi era la consolazione per tante anime che si sarebbero salvate con la tua sofferenza offerta per amore, vi era, però, anche tanta amarezza per tante anime che si sarebbero perdute, rendendo inutile il tuo sacrificio … – Hai tanto sofferto per raggiungere i nostri cuori mediante il Sacramento dell’Eucaristia e tanti non Ti capiscono, non Ti ricevono o Ti ricevono male …  Perdonaci, Signore! Convertici, Signore! Fa’ che crediamo in Te e corrispondiamo al tuo amore

3.Ma i nostri sentimenti non sarebbero sinceri, se noi non comprendessimo che proprio ora, inchiodato sulla croce, Tu sei il nostro Maestro: con l’esempio che ci dài nel perdonare i nemici.

Infatti, ci hai insegnato a pregare così: … rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori  … Se voi infatti perdonerete agli uomini le loro colpe, il Padre vostro celeste perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli uomini, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe”(Mt 7, 12.14-15). E quando Pietro ti domandò: “Signore, quante volte dovrò perdonare al mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?”. Tu gli rispondesti: “Non ti dico fino a sette, ma fino a settanta volte sette”. E narrasti la parabola del “servo malvagio” che fu punito severamente perché “non ebbe pietà verso un suo compagno”, che gli era debitore di “100 denari”, mentre a lui il re aveva condonato “diecimila talenti”: “Così anche il Padre mio celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello” (Lc 19, 21-35). “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”: così, Gesù, Tu hai perdonato “settanta volte sette” !… Come siamo distanti da te, o Signore!… Noi che ci risentiamo per  una minima disattenzione; noi che ricordiamo una parola che ci ha ferito in tempo remoto; noi che tronchiamo le relazioni coi nostri fratelli per questioni d’interesse;noi che accusiamo e non scusiamo… – Signore, Tu vedi che nel nostro cuore non c’è la misericordia, mentre  Tu hai detto: “Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia” (Mt 5, 7).Gesù, mite e umile di cuore, fa’ il nostro cuore simile al tuo!

4.Tu hai perdonato, Signore, perché hai accettatole umiliazioni: gli insulti, gli sputi, le beffe…

E le hai accettate con pazienza, per amore del Padre, che, avendo infinita misericordia di noi,  ti ha voluto vittima di espiazione dei nostri peccati. Se noi non accettiamo le umiliazioni e ci lasciamo dominare dal nostro orgoglio, saremo incapaci di non provare risentimento. Se, invece, impariamo ad accettare le umiliazioni,in unione con Te crocifisso, allora saremo liberi da noi stessi e lo Spirito Santo ci farà sentire la gioia di perdonare. Tu, Signore, non sei stato mai tanto libero come quando hai offerto volontariamenteTe stesso al supplizio della croce:“Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio»(Gv 10,17-18). “Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca” (Is 53,7; Mt 26,63; I Pt 2,23).Se noi non entriamo in questa “logicadella croce (= fede), non riusciremo mai a perdonare “di cuore”, cioè veramente. Scrive il Papa Francesco in Amoris laetitia. N.105: “Se permettiamo ad un sentimento cattivo di penetrare nelle nostre viscere, diamo spazio a quel rancore che si annida nel cuore. La frase logizetai to kakon significa “tiene conto del male”, “se lo porta annotato”, vale a dire, è rancoroso. Il contrario è il perdono, un perdono fondato su un atteggiamento positivo, che tenta di comprendere la debolezza altrui e prova a cercare delle scuse per l’altra persona, come Gesù che disse: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno» (Lc 23,34). Invece la tendenza è spesso quella di cercare sempre più colpe, di immaginare sempre più cattiverie, di supporre ogni tipo di cattive intenzioni, e così il rancore va crescendo e si radica. In tal modo, qualsiasi errore o caduta del coniuge può danneggiare il vincolo d’amore e la stabilità familiare. Il problema è che a volte si attribuisce ad ogni cosa la medesima gravità, con il rischio di diventare crudeli per qualsiasi errore dell’altro. La giusta rivendicazione dei propri diritti si trasforma in una persistente e costante sete di vendetta più che in una sana difesa della propria dignità”.E, se si muore con questi sentimenti, dove si va?

5.ESEMPIO. “Quei calci violenti mi stavano arrivando da scarpe che avevo regalato io”.

È’ ferito don Giorgio. Non lo è solo nel corpo, ma ancor di più nell’animo. È provato dall’aggressione  di una settimana fa all’interno della sua canonica parrocchiale a  Reggio Calabria. “Mi sono comportato come sempre cercando di aiutarli … A quei ragazzi dico che li ho già perdonati come Gesù ci ha insegnato di fare: “perdona loro perché non sanno quello che fanno” … Un perdono che viene dal cuore di un uomo di Dio … Seppure ancora sofferente, monsignor Costantino ha un pensiero fisso per quei sei ragazzi …”Vorrei dire che tutto ciò che noi facciamo, lo facciamo per il loro bene” (Avvenire 1.6.2017, p.13).

6.San Paolo raffigura molto bene la l’umiltà di Gesù  nella Lettera ai Filippesi cap. 2, 1-11:

“Se c’è pertanto qualche consolazione in Cristo, se c’è conforto derivante dalla carità, se c’è qualche comunanza di spirito, se ci sono sentimenti di amore e di compassione, rendete piena la mia gioia con l’unione dei vostri spiriti, con la stessa carità, con i medesimi sentimenti. Non fate nulla per spirito di rivalità o per vanagloria, ma ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso, senza cercare il proprio interesse, ma anche quello degli altri. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce. Per questo Dio l’ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome;  perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghinei cieli, sulla terra e sotto terra; e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre”.

7.Preghiera a Gesù Crocifisso

Eccomi, o mio amato e buon Gesù, che alla santissima tua presenza prostrato, ti prego col fervore più vivo di stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità, di dolore dei miei peccati e di proponimento di non più offenderti; mentre io con tutto l’amore e con tutta la compassione vado considerando le tue cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di te, o mio Gesù, il santo Profeta Davide: “Hanno forato le mie mani e i miei piedi; hanno contato tutte le mie ossa” (Salmo 21, 17-18). Preghiera a Maria Santissima.   Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

P. Antonio M. Francesconi.