MESSAGGIO ALLA CONGREGAZIONE IN OCCASIONE DELLA
SOLENNITÀ DI S. ANTONIO MARIA ZACCARIA
Cari Confratelli,
ecco l’occasione che ci viene offerta per sederci ad ascoltare il nostro Padre e Fondatore S. Antonio Maria Zaccaria. E l’occasione per verificare se la nostra fonte è ancora limpida e possiamo cogliere l’occasione per chiederci su cosa basiamo la nostra vita barnabitica oggi?
Cosa ci fa vivere come religiosi barnabiti? Dov’è la nostra fonte?
Per questo, nella festa del nostro Fondatore, prendiamoci il tempo per sederci attorno al pozzo (le nostre Costituzioni, il nostro carisma, le delibere del Capitolo Generale…) e guardiamo alla fonte (Cristo, s. Paolo e il nostro Fondatore). Sento alcuni confratelli dire che i nostri punti di riferimento di un tempo sono stati stravolti: non abbiamo più le nostre opere gloriose, non siamo più guidati da superiori provenienti dal nostro paese, non abbiamo più i giovani del nostro Paese, che chiedono di entrare nella nostra famiglia religiosa, e lo studentato di Roma è stato chiuso, da noi le cose non vengono più fatte, partendo da una riflessione profonda… Quanti sconvolgimenti! E si arriva ad affermare che la Congregazione è un po’ in crisi.
Abbiamo tutti il diritto di esprimerci, ma penso che sia giunto il momento di sederci a tavolino con tutti quei confratelli che ci sembrano stanchi del cammino e che, purtroppo, vogliono che tutto avvenga secondo il loro ritmo, la loro volontà. E una prova per loro e per tutti noi!
Cari confratelli, sarà quindi importante che ciascuno di noi si ponga la domanda: come vivo le mie prove? Infatti, le prove non sono necessarie, ma sono inevitabili. Per realizzarci, per diventare più umani, bisogna avere il coraggio di attraversarle. Ecco cos’è la Saggezza! Abbiamo confratelli esperti in tutto, ma forse troppo pochi saggi che vedono oltre. Il saggio è colui che, dopo aver esaminato la situazione, propone una prospettiva e si nutre di fiducia!
In questo giorno, s. Antonio Maria Zaccaria ci invita a ritrovare la fiducia, perché non è possibile costruire una vita serena e felice in comunità e nella Congregazione senza fiducia. La fiducia permette di superare le prove e la fede illumina la vita. Bisogna avere fiducia al punto che ciò si rifletta nella vita di tutti i giorni. Per noi figli di s. Antonio Maria Zaccaria, la convinzione di fede è una questione vitale. La fede-fiducia ci fa andare avanti nonostante tutto; genera perseveranza! Questa ci dà la forza di prendere una direzione; di cogliere la felicità che si trova nella vita comunitaria, che «incoraggia la responsabilità collettiva e gli scambi tra fratelli; è un sostegno nei momenti difficili..» (cfr. Cost. 34).
Cari confratelli, «mostriamoci dunque in ogni cosa come ministri di Dio, degni di stima per la grande pazienza nelle sofferenze, nelle necessità pressanti, nelle afflizioni estreme, nelle prigioni e nelle sedizioni, nelle fatiche, nelle veglie e nei digiuni. E poiché ci gloriamo di avere come padre e maestro un apostolo così grande, sforziamoci di riprodurre nei nostri costumi e nella nostra vita la sua dottrina e i suoi esempi» (Cfr. S. Antonio Maria Zaccaria, Discorso del 4 ottobre 1534).
Ritroviamo la nostra felicità e la gioia di essere religiosi barnabiti, di rivivere oggi il nostro carisma con rinnovata fedeltà, comunione e spirito missionario. La nostra gioia ci permetterà di ravvivare il fuoco, che ci consente di metterci al servizio di Gesù Cristo e del prossimo in ogni comunità, in ogni
provincia e in ogni ambito della nostra missione. Il fuoco di s. Antonio Maria Zaccaria ci fa partire dalla vita quotidiana, dall’esistenza umana. Nonostante le possibili prove, cerchiamo di essere grati per gli innumerevoli doni che riceviamo ogni giorno. Questa gratitudine ci invita a guardare alla storia della nostra Famiglia religiosa con occhi di fede, riconoscendo i frutti di bene generati nel tempo grazie alla fedeltà di tanti confratelli che hanno incarnato e incarnano tutt’oggi, con generosità e dedizione, lo spirito del Fondatore.
Cari confratelli, il modo più autentico per onorare il Fondatore non è solo quello di celebrarne la memoria, ma di continuare la sua missione con amore, coraggio, creatività e ardore apostolico.
Ogni festa del Fondatore dovrebbe diventare un’occasione per rinnovare la disponibilità personale e comunitaria a servire la Chiesa e l’umanità secondo il carisma ricevuto. In un mondo segnato da nuove povertà, fragilità, solitudini e domande di senso, la nostra famiglia è chiamata a ravvivare il fuoco delle origini e a tradurlo in gesti concreti di comunione, vicinanza, servizio e testimonianza evangelica. Il carisma del Fondatore rimane vivo nella misura in cui viene accolto, vissuto e donato con generosità nel presente. In questa prospettiva, la festa del Fondatore diventa non solo un momento celebrativo, ma un vero e proprio appello spirituale: tornare alla sorgente per ripartire con slancio; custodire la memoria per generare futuro; ravvivare il carisma per servire con maggiore fedeltà la Chiesa e il mondo. Celebrare il Fondatore significa quindi lasciarsi nuovamente infiammare dal fuoco che ha dato origine alla nostra Famiglia religiosa, affinché quello stesso fuoco continui oggi a tradursi in fedeltà, comunione e missione. Buona Festa a tutti e che lo spirito del Fondatore ci accompagni ogni giorno!
P. Etienne Ntale Majaliwa Superiore Generale














